L’abisso del nulla

L’Abisso è una profonda oscurità che tutto inghiotte.
Avvertenza. La scheda approfondisce verità che emergono progressivamente nel corso dei quattro romanzi.
In breve
- Natura: eone della prima diade
- Principio: abisso, annientamento e Caos
- Dominio: Regno della Notte
- Servitori: i Nefoni
- Opposto complementare: Cosmos
- Corpo d’incarnazione: Deithoros
Bythos è l’eone del Caos, signore dei Nefoni e del Regno della Notte. Nasce insieme a Cosmos dalla Prima Emanazione dell’Unità: alla luce dell’esistenza corrisponde così l’abisso del nulla, alla forza che crea e ordina quella che assorbe, dissolve e cancella.
Per quanto la sua natura e il suo corpo siano divini, Bythos dichiara esplicitamente di non essere l’Essere Supremo. Non è il Vero Dio e non esiste fuori da Yemrol. Appartiene ancora alla Realtà, ne custodisce lo spirito come l’altra metà della prima diade, ma tende verso la sua negazione: il Caos inteso come assenza di Dio, separazione assoluta e annientamento di ogni forma.
Bythos non desidera conquistare il Creato né sostituirgli un proprio regno. Vuole che non esista più. Quando Ga-Isen gli domanda quale vantaggio possa ottenere dalla distruzione del Multiverso, l’eone non comprende neppure la domanda: l’Abisso inghiotte perché questa è la sua natura. Il suo fine non è il dominio, ma la scomparsa dello spazio, del tempo e di ogni possibilità di relazione.
Questa necessità cosmica non lo rende però una forza cieca. Bythos possiede intelligenza, volontà e astuzia. Per secoli agisce dall’ombra: semina il Caos nel Regno della Luce, corrompe Gabriel, alimenta la ribellione degli angeli e trasforma il dolore di Lyothon nella via attraverso cui potrà manifestarsi. Deithoros diviene infine il corpo divino che gli permette di incarnarsi nel Multiverso.
Secondo Bythos, il Regno della Luce e il Regno della Notte sono metà complementari della Realtà. Ciascuno reca in sé l’intero spirito divino, ma nessuno dei due è l’Uno; proprio perché incomplete, le due metà tendono eternamente a ricongiungersi. La loro attrazione e repulsione alimenta la lotta tra Cosmos e Abisso e imprime ai mondi il ritmo dell’eterno ritorno.
Il paradosso di Bythos è racchiuso qui. Egli nasce nell’Unità, ma tende all’impossibile cancellazione dell’Unità stessa. Anche quando viene sconfitto, non può essere eliminato definitivamente: ritorna nel cuore della Notte, in attesa che il ciclo gli consenta di riaffacciarsi sul Creato. Finché esisterà qualcosa, esisterà anche la possibilità che quel qualcosa venga perduto.