Questa via porta al cuore del Ciclo dell’Abisso e della Luce attraverso la sua mitologia; il quadro completo dei principi che sorreggono la saga, per capirne architettura e posta in gioco. Lasciati guidare dal mistero e lanciati nella scoperta.
L’universo del Ciclo nasce da una polarità originaria: Luce e Notte. Da questa frattura prendono forma mondi, potenze e gerarchie che attraversano l’intera saga.

Scopri dove nasce la mitologia del Ciclo dell’Abisso e della Luce
Yemrol pensò sé stesso e si accorse che era qualcosa. Non sapeva ancora cosa, ma quel “qualcosa” era onnipresente, onnisciente, onnipotente.
Poi si accorse che in lui agivano due movimenti sopra ogni altro aspetto: uno che tendeva all’ordine, e l’altro che tendeva al caos. Pensò che fossero gli aspetti primordiali della sua Verità, e li chiamò Cosmos e Bythos, l’Ordine e l’Abisso. Per il solo fatto che li nominasse, essi presero forma, e poiché il pensiero era un pensiero di Yemrol rivolto a sé stesso, acquistarono all’istante una natura divina onnipotente e onnisciente.
Yemrol pensò gli aspetti riconosciuti in sé, e comprese che essi agivano nello Spazio e nel Tempo, dacché il suo sguardo vedeva in mille direzioni e la sua mente si muoveva in mille direzioni. Chiamò essi Chora e Aion, e per il solo fatto che li nominasse, essi presero forma.
Osservò che la conoscenza stessa che andava acquisendo su di sé era qualcosa che prima non possedeva. E capì che in lui esistevano due stadi dell’essere: la Vita, di tutto ciò che è, e la Morte, di tutto ciò che non è. Li chiamò Zoe e Thanatos, e per il solo fatto che li nominasse, essi presero forma.
Infine, Yemrol distinse il suo sguardo su sé stesso dall’oggetto del suo sguardo e comprese la differenza fra Spirito e Materia. Li chiamò Pneuma e Hyle, e per il solo fatto che li nominasse, essi presero forma.
Chora, Aion, Zoe, Thanatos, Pneuma e Hyle avevano preso forma da un pensiero di Yemrol, e dacché era un pensiero attraverso il quale Yemrol conosceva sé stesso, acquistarono all’istante una natura divina onnipotente.
Il Regno della Luce
Quando Cosmos alzò lo sguardo verso l’Unità da cui era emanato, comprese di esserne distinto. Quando volse lo sguardo verso Chora, Aion, Zoe, Thanatos, Pneuma e Hyle, riconobbe in essi aspetti diversi da sé. Quando si specchiò di fronte a Bythos, vide l’Abisso e si comprese differente. Allora Cosmos rivolse la propria onniscienza su sé stesso. E ciò che osservò prese forma. E poiché l’essere che dava forma era divino, la Creazione nacque sacra.
Dapprima un vasto orizzonte si palesò al suo sguardo: pianure eterne e sconfinate, ove la soglia tra Ordine e Abisso era appena percettibile, e l’errore era facile anche al discernimento degli Eoni.
Cosmos vagò nelle piane del dubbio finché la certezza non gli si stagliò innanzi, nelle forme che riconobbe come sue Prime Incarnazioni. Fu allora che individuò le tre Bestie Sacre: il Behemot, il Leviatano e lo Ziz, manifestazioni primordiali di Terra, Acqua e Aria.
Tutto prese forma nella sua mente divina, dove per la prima volta apparve il sostrato primordiale, ancora informe e aperto, pronto a ricevere le forme della creazione.
Perché ciò accadesse, Cosmos ritenne mancasse un quarto principio, quello della vita, che avrebbe animato il Creato e dato origine alla successione degli eventi. Così nacque il Fuoco, incarnato nelle gloriose e potenti figure di dieci Arcangeli.
Scopri i 10 Arcangeli
Metatron, Raziel, Zapquiel, Zadquiel, Camael, Raphael, Uriel, Michael, Gabriel, Sandalphon
Era nato un nuovo mondo e Cosmos lo chiamò Noesia, perché sapeva che era solo un’idea, l’idea che un Eone aveva di sé stesso. Ma Cosmos comprendeva la ricchezza di quel seme, e speranzoso di vederlo germogliare in un albero maestoso con fusto, rami e foglie, si dedicò subito a immaginarne le radici, così che digradando verso il piano materiale, la creazione potesse dare origine a infinite meraviglie.
Soffiò allora il suo alito divino sul sostrato appena nato, e la Creazione prese a scorrere attraverso i dieci Arcangeli, condensando in dieci Mondi Sacri, e manifestandosi in altrettante maniere, sempre più consapevoli di sé.
Il primo arcangelo fu Metatron, Potenza delle Potenze, che portò nella Creazione il Pensiero di Cosmos. Da quel momento, il flusso che impetuoso scorreva nei dieci Mondi, fu spirito ordinatore. Seconda manifestazione fu Raziel, Potenza dell’Amore, istinto del Creato a conservare sé stesso nella pace e nell’armonia. Poi fu la volta di Zapquiel, Potenza del Pensiero, da cui originò la distinzione degli esseri creati.
Sono Metatron, Raziel e Zapquiel detti la Triade Divina, giacché è grazie a loro che l’Alito primordiale dell’Eone ha dato origine a tutto ciò che esiste, ponendo Ordine nella massa informe dell’Abisso.
Apparve così l’arcangelo Zadquiel, Potenza della Prosperità, insieme di tutti gli enti creati dal divino. E poiché l’Eone era onnisciente e onnipotente, la Creazione non poteva che manifestarsi in prima istanza che come abbondanza assoluta.
Fu allora la volta di Camael, Potenza della Giustizia, che portò ordine fra gli enti e diede origine al principio di causalità. Le azioni ottennero origini e conseguenze, e gli enti creati iniziarono a interagire fra loro.
Con l’apparizione di Raphael, Potenza dell’Equilibrio, l’ordine tornò a imporsi alla Creazione attraverso l’elargizione di un duplice amore: un amore forte, poiché determinato a orientare le azioni verso il giusto; e un amore debole, giacché misericordioso e incline al perdono.
Con il Creato divenuto immagine di amore e intelligenza, equilibrato fra giustizia e misericordia, apparve Uriel, Potenza della Bellezza. Con lui la Creazione acquisì il merito di essere amata e imitata, perché manifestazione delle altissime virtù dell’Eone, ora concesse agli enti.
E fu la volta di Michael, Potenza dell’Intelletto, che difende quella bellezza e la fa regnare.
Noesia era compiuta ma la creazione restava feconda. Fu allora che apparve il Regno. Cosmos pensò che – come egli stesso era pensiero e corpo – così anche la Creazione fosse meritevole di una manifestazione corporea. E dacché Noesia era il Pensiero, generò Phiryo, il Corpo.
Ai confini di Noesia pose poi Gabriel, Potenza della Fecondità, e dispose che attraverso di lui, la creazione si riversasse nel mondo materiale appena creato, dove Sandalphon, Potenza Rigeneratrice, l’avrebbe accolta e riversata in Phiryo.

Con l’apparizione dei dieci Mondi Sacri, Noesia iniziò ad essere popolata da molteplici creature. Alcune discendenti dirette delle incarnazioni del Fuoco, altre incarnazioni delle tre Bestie Sacre. Dagli Arcangeli derivarono Angeli, Nefilim e Creature Celesti. Dalle Bestie Sacre derivarono i cinque Signori dei Mondi.
Scopri i cinque Signori dei Mondi
Seiryu il Dragone Azzurro dell’Est, Byakko la Tigre Bianca dell’Ovest, Ghembo la Tartaruga Nera del Nord, Suzaku l’Uccello Vermiglio del Sud, Oryu il Drago Giallo dell’Equilibrio
Da loro originarono poi le incarnazioni elementali di Fuoco, Aria, Acqua e Terra, con l’apparizione di Esh la Salamandra, Avir il Silfo, Maym il Tritone e Eres lo Gnomo.
E mescolate tra loro, le stirpi elementali nobili diedero origine a tutte le altre.
Scopri le specie elementali
Salamandre, Silfi, Tritoni, Ondine, Gnomi, Driadi, Ninfe, Elfi
Ora che Noesia e Phiryo erano sorti, Cosmos vedeva compiuto il suo riflesso di spirito e corpo, ma era insoddisfatto. Nella Creazione non vedeva che due parti separate di sé. Ciò che mancava era la libertà che per primo aveva assaporato lui stesso volgendo lo sguardo ove aveva voluto.
E fu così che ispirandosi all’unità di Yemrol che lo aveva emanato, Cosmos soffiò una seconda volta il suo Alito nella Creazione, e diede origine alle anime mortali che, giunte in Phiryo, portarono alla nascita degli Uomini.
E gli Uomini divennero protagonisti di un mondo sconfinato, detentori inconsapevoli del dono più prezioso: la libertà concessa loro dal divino. In quel momento si apriva la loro storia, intreccio di grandezza e fragilità. Il Regno della Luce era compiuto, e la mente divina di Cosmos contemplò la sua opera.
Il Regno della Notte
L’Eone Cosmos si specchiò nell’Abisso e si riconobbe diverso. In quell’istante, anche Bythos scorse il proprio riflesso e, volgendo lo sguardo su sé stesso, diede origine al Regno della Notte. Ma l’Abisso è imperscrutabile, e la conoscenza di quel luogo sfugge persino al suo Signore.
Dapprima concepì Nyxar, Titano dell’Oscurità; Sigroth, Titano del Silenzio; Kenoros, Titano del Vuoto. Con essi nacque il sostrato primordiale, fondamento del suo regno.
Quando soffiò il proprio Alito divino, apparvero i dieci Nefrarchi, ciascuno dei quali impose il proprio dominio su un Abisso Sacro, permettendo alla Creazione Oscura di manifestarsi.
Scopri i 10 Nefrarchi
Beron, Barol, Thami, Athar, Methon, Netos, Tafrac, Sassur, Calerva, Salam
Era nato Tehomia, il mondo di Bythos che pensa sé stesso.
Scopri i 5 Signori del Caos
Phanurel il Signore dell’Illusione, Orshet il Signore del Buio, Bahaloth il Signore della Confusione, Aionoth il Signore dell’Infinito, Tohomar Signore dell’Informe
Dai tre Titani discesero cinque Signori del Caos, e da essi originò la progenie degli Abissali.
Gli Abissi Sacri dei Nefrarchi furono popolati da Nefoni e Noctidi.
E quando la Creazione Oscura fu compiuta, Bythos riconobbe il proprio corpo e lo chiamò Nihilio, riversando in esso la vita con un secondo Alito. Dal Signore dell’Abisso non originò che servitù, e le Ombre, abitanti di quel mondo, ricevettero l’eterna condanna.
