Cosmos

La luce dell’esistenza

Avvertenza. La scheda approfondisce verità che emergono progressivamente nel corso dei quattro romanzi.

In breve

  • Natura: eone della prima diade
  • Principio: esistenza e ordine
  • Dominio: Regno della Luce
  • Primi servitori: i dieci arcangeli di Noesia
  • Opposto complementare: Bythos
  • Incarnazione nel Creato: Ga-Isen Melqart

Cosmos nasce con Bythos dalla Prima Emanazione dell’Unità. I due eoni formano la prima diade: da una parte la luce dell’esistenza, dall’altra l’abisso del nulla. Cosmos non è dunque il Vero Dio, ma la prima forma nella quale l’Unità si manifesta come creazione, distinzione e ordine.

La sua luce non coincide soltanto con la luminosità delle stelle. È il principio che consente alle cose di esistere, assumere una forma e stabilire relazioni. Per questo il Regno della Luce è definito il cosmo dominato dall’Ordine: dove Cosmos agisce, la materia informe diventa realtà, la molteplicità si organizza e la vita può apparire.

Noesia appartiene a questo ordine cosmico. I dieci arcangeli sono i primi servitori di Cosmos e, secondo alcuni Magistri, sue dirette emanazioni. Dai loro troni governano il flusso dell’energia divina, affinché la Purezza Originaria attraversi i piani dell’esistenza e giunga a manifestarsi nel Multiverso materiale.

Una delle dottrine più segrete del Ciclo attribuisce a Cosmos anche la generazione ipostatica delle anime umane. Le anime non sarebbero creature separate dal loro principio, né frammenti sottratti a esso, ma riflessi della medesima sostanza divina: presenze autonome nelle quali continua a vivere una traccia dell’Assoluto. La molteplicità non impoverisce così l’Unità, ma ne accresce le possibilità di manifestazione.

Cosmos, tuttavia, non deve essere confuso con una personificazione del bene morale. Il Regno della Luce conosce guerre, errori, ingiustizie e ribellioni; persino gli angeli possono corrompersi. L’ordine rende possibile la vita e la libertà, ma non decide al posto degli esseri viventi come impiegarle. La luce crea e custodisce l’esistenza: trasformarla in giustizia rimane responsabilità di chi la abita.

Come ogni eone, Cosmos non può manifestarsi direttamente nei mondi senza un corpo divino. Durante l’ultima battaglia, la Volontà di innumerevoli esseri trova però un punto di unione in Ga-Isen Melqart. Il Prescelto diviene allora l’incarnazione di Cosmos: non perché cessi di essere umano, ma perché attraverso di lui la molteplicità del Creato riesce per un istante ad agire come una sola volontà.